È difficile dire dove e come abbia avuto origine il dolcevita, anche se l'unico fatto che sappiamo è che l’onnipotente collo alto è entrato nel mondo della moda grazie, indovinate un po?... alla sua utilità!

Alle origini del maglione dolcevita c'è una storia da marinai, perché è lì, nel mare aperto, che affronti gli elementi più duri e dove è essenziale un guardaroba adatto. 

Dolce vita uomo donna

Durante il 19° secolo diventa popolare in tutto il nord Europa, indossato principalmente da pescatori e marinai.

Non sorprende che il maglione a collo alto sia stato adottato dalla Marina Britannica sin dalla prima guerra mondiale. Taglio piuttosto sottile, tessuto spesso, ma traspirante, per stare al caldo e facilitare i movimenti a diverse temperature: il dolcevita è l'abbigliamento del lavoro a bordo per eccellenza.

Forse non tutti sanno che gli ufficiali inglesi, però, non seguono le rigide regole della Royal Navy. Vivono come in una Bolla, in lunghe, solitarie e pericolose missioni di perlustrazione. Il maglione a collo alto che loro indossano d’ordinanza inizia a essere associato di rimando al submariner stesso, per via della sua reputazione di ‘ribelle’ della Marina. Diviene così diffuso il suo uso, che il maglione dolcevita finisce col chiamarsi direttamente submariner… ‘Che soffice questo submariner che indossi!’.

Come tanti altri ‘pezzi’ del guardaroba Navy (ed esempio il borsone, il soprabito o la camicia da marinaio), il collo alto è dunque diventato un capo adatto a tutte le occasioni, anche lontano dal mare agitato...

Indumento tradizionale dell’outfit maschile, il maglione dolcevita ha interessato molte generazioni, in un modo o nell'altro. Convenienza, comfort ed eleganza lo hanno reso un must, un capo di maglieria indispensabile.

Popolare tra accademici ‘radicali’ come Steven Hawking, musicisti come i Beatles, intellettuali come Michel Foucault e figure emblematiche come Steve Jobs: il collo alto è un punto fermo degli armadi “che contano”. Il famoso girocollo nero di Andy Warhol è stato persino venduto all'asta molti anni dopo!

C’è da dire che la generazione Beatnik - attiva negli anni ‘50 - ha sicuramente avuto il suo impatto sull’anticonformismo nella moda. Il look parigino dolcevita e berretto, tipico di quegli anni, è qualcosa di molto imitato oggi dagli Hipsters.

Ovviamente i Beatles e la moda degli anni '60 hanno giocato un ruolo importante nella modellatura del collo alto. Regolarmente visto su uno, se non su tutti i membri dei Beatles, il dolcevita è il capo perfetto per un look casual e molti musicisti di quel periodo lo indossavano abbinandolo a un ricercato blazer o semplicemente infilato nei jeans.

Alla fine degli anni '40 smette di essere un capo esclusivo degli uomini ed è amato (in modelli più sagomati) da molte donne, una per tutte Marilyn Monroe.

Rivisitato in innumerevoli forme e tessuti: negli anni '50 se ne appropriano i ciclisti.

Diviene poi la divisa dei gruppi anti-mainstream negli anni '70 ed è indossato da femministe e Black Panther.

Gli insaziabili curiosi saranno contenti di sapere i nomi di qualche altro estimatore del maglione col roulé: Hemingway, Mick Jagger, Marcello Mastroianni e Steve McQueen.

È indiscutibile che il classico collo alto non passerà mai di moda ed è un sicuro investimento per il guardaroba dell’uomo d’oggi.

Sulle donne è fine e accogliente anche solo con un paio di jeans. Sugli uomini, niente da aggiungere, è la sublimità maschile.

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Yellow Submarine